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Popillia o scarabeo giapponese (Popillia japonica)

Il coleottero giapponese (Popillia japonica) è originario del Giappone. Fuori dal suo areale primario si è diffuso in Cina, Russia (Isole Curili), Portogallo (Azzorre), Canada e negli Stati Uniti, dove è diventato immediatamente una vera piaga per le colture. In Italia il coleottero è stato ritrovato per la prima volta nel 2014 nel Parco del Ticino tra Lombardia e Piemonte e nel 2020 anche in Emilia-Romagna. Nel 2025 sono stati trovati quattro esemplari adulti anche in Alto Adige, ma solo all’interno delle trappole installate dagli ispettori fitosanitari.

Biologia e morfologia

Il coleottero giapponese compie solitamente una generazione all’anno, ma in climi più rigidi può arrivare ad 1 generazione ogni 2 anni. Le femmine scavano nel terreno, dove depongono un totale di 40-60 uova. In estate le uova si schiudono e le larve e rimangono nel terreno per circa 10 mesi, dove svernano. Dopo lo stadio pupale di 1-3 settimane fuoriescono gli adulti da metà maggio a giugno dell’anno successivo.  

Il coleottero giapponese appartiene alla famiglia degli Scarabeidi. A prima vista, può essere confuso con specie autoctone quali cetonia dorata (Cetonia aurata), maggiolino (Melolontha melolontha), Anomala dubia o il maggiolino degli orti (Phyllopertha horticola).

Gli adulti di P. japonica hanno forma ovale con una lunghezza compresa tra 8 e 12 mm e una larghezza tra 5-7 mm. Il capo e il pronoto sono di color verde metallico, le elitre sono di color bronzo o rame e non arrivano a coprire completamente l’addome. Questo presenta cinque ciuffi di peli bianchi per lato e due più grandi all’estremità addominale, tipici segni di riconoscimento della specie.

Le larve sono di colore bianco e il corpo è coperto di setole e spine di colore bruno. La testa è giallastra-marrone con le mandibole scure. La parte ventrale dell’ultimo segmento addominale presenta due file di 6-7 spine disposte a V.

Piante ospiti

Le possibili piante ospiti comprendono circa 300 specie diverse di piante; è considerato dannoso su oltre 100 specie.

Tra questi troviamo anche melo, pero, drupacee (albicocco, susino, etc), vite, rosa, specie del genere Rubus (mora, lampone), fragola, mais, asparagi, acero, tiglio, olmo.

Sintomi e danni

I coleotteri adulti vivono sulle parti verdi delle piante dove si nutrono di foglie, fiori e frutti.

I danni sono causati anche dalle larve nel terreno. Infatti. subito dopo la schiusa iniziano a nutrirsi delle radichette, principalmente delle piante della famiglia delle Poaceae.

In casi di infestazioni elevate, il coleottero può distruggere completamente il tappeto erboso dei prati.

Prevenzione e misure di lotta

L’eradicazione dell’insetto, una volta introdotto in un’area, è difficile e la difficoltà aumenta con l’aumentare dell’area colpita. Quando questa risulta impossibile è necessario provvedere al contenimento per evitare un’ulteriore espansione.

Un’efficace misura di contrasto è dimostrato l’utilizzo di diversi antagonisti naturali, quali batteri, funghi, nematodi e insetti.

Disposizioni normative

Popillia japonica è considerato Organismo nocivo da quarantena secondo il Reg. (UE) 2019/2072 ed inoltre è stato incluso tra i 20 organismi nocivi prioritari ai sensi del Reg. (UE) 2019/1702, per i quali gli Stati Membri devono eseguire indagini particolarmente approfondite per evitarne l’introduzione e/o una tempestiva individuazione. Inoltre, sono state definite le misure nazionali di lotta a Popillia japonica, contenute nel decreto ministeriale 22 gennaio 2018 “Misure d’emergenza per impedire la diffusione di Popillia japonica Newman nel territorio della Repubblica italiana”, che ha sostituito il precedente decreto 6 luglio 2017.

Scheda informativa

Popillia japonica

Coleottero giapponese (Popillia japonica)

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Ultimo aggiornamento: 04/09/2025