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Influenza aviaria

Galline ovaiole in un allevamento all'aperto © Servizio veterinario provinciale
Galline ovaiole in un allevamento all'aperto © Servizio veterinario provinciale

2025: La probabilità di una comparsa dell’influenza aviaria in Alto Adige è limitata.

L'Influenza aviaria viene anche nominata peste aviaria o influenza dei volatili. Si tratta di una epizoozia di origine virale che può colpire polli, tacchini, oche, anatre, volatili acquatici selvatici e volatili di altre specie.

Obbligo di denuncia

Per tale malattia vige l’obbligo di denuncia. Nella maggior parte dei casi i volatili infetti muoiono. Alcune varianti dei virus dell’influenza aviaria e, in particolar modo la variante H5N1, sono state trasmesse, in sporadici casi ed in particolari condizioni, all’uomo e ad animali della specie felina detenuti negli zoo.

Pericolo per l'Alto Adige?

Secondo il Direttore del Servizio veterinario provinciale, Dr. Paolo Zambotto, la probabilità di una comparsa dell’influenza aviaria in Alto Adige è attualmente limitata per via della conformazione geografica dell’Alto Adige in quanto gli uccelli migratori preferiscono acque e zone umide più grandi di quelle che trovano in Alto Adige.

Diffusione dell’influenza aviaria

L’influenza aviaria può infettare quasi tutte le specie di volatili, alcune di esse risultano essere più resistenti rispetto a questa Infezione.
Il serbatoio naturale del virus é rappresentato dalle anatre vive e da altri volatili acquatici che però di regola non si ammalano in maniera grave perché il virus si è adattato al loro organismo. Il virus necessita di questi ospiti-serbatoio per la sua diffusione.

Sono fortemente a rischio soprattutto i polli ed i tacchini, ma anche i fagiani e le quaglie. I piccioni sono invece piú resistenti nei confronti del virus dell’influenza aviaria. I volatili acquatici migratori, i volatili di lago e marini sono meno esposti al rischio di infezione.
Questi volatili sono tuttavia vettori di malattie infettive e le loro abitudini migratorie portano ad una vasta diffusione geografica delle infezioni.

Secondo quanto riferito dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, la diffusione dell’Influenza aviaria potrebbe essere riconducibile alla migrazione delle anatre selvatiche e di altri volatili migratori.

Anatre selvatiche

Secondo quanto comunicato dal Ministero della Salute e dal Centro di Referenza Nazionale per l’influenza aviaria sono da considerarsi territori a rischio soprattutto le zone umide dell’Italia settentrionale, come pure alcuni territori dell’Italia centrale (Marche e Lazio) e dell’Italia meridionale.

In Italia sono presenti, soprattutto nel Veneto, nella Lombardia e nell’Emilia Romagna, zone umide che potrebbero teoricamente rappresentare un rischio per la diffusione dell’infezione, poiché in queste aree si registra la più alta concentrazione di avicoli domestici del nostro paese.

Importazioni di volatili

Il rischio maggiore di introduzione dell’influenza aviaria in Italia è rappresentato dall’importazione di volatili vivi (soprattutto quelli provenienti da importazioni illegali).

Secondo quanto riferito dal Centro di Referenza Nazionale per l’influenza aviaria non è invece rilevante il rischio di diffusione del virus attraverso le carni di volatili o i prodotti da essi derivati.

Elenco di zone di particolare attenzione

In prossimità delle seguenti aree in caso di elevato rischio di diffusione dell'influenza aviaria, verranno adottati specifici provvedimenti che vanno da un'attività di sorveglianza più scrupolosa fino al prelievo di campioni e all'obbligo di detenzione dei volatili in stalle coperte:

Provvedimenti

In Provincia di Bolzano sono presenti complessivamente circa 200 allevamenti, destinati principalmente alla produzione di uova, i quali vendono le stesse nei mercati oppure sono in possesso di un centro di imballaggio. I controlli svolti in Provincia di Bolzano negli anni passati e nel corrente anno non hanno mai accertato, fino ad oggi, la presenza del virus dell’influenza aviaria.

I provvedimenti restrittivi a suo tempo adottati dal Servizio veterinario provinciale si sono rivelati efficaci.

Obbligo di notifica

In base alle disposizioni internazionali vigenti il proprietario o responsabile dell’azienda che detiene volatili ha l’obbligo di notificare anomala mortalità o sintomi di influenza aviaria al Servizio Veterinario dell'Azienda Sanitaria territorialmente competente.

Sistema di sorveglianza

In Italia è operativo già da diversi anni un sistema di sorveglianza per un rapido accertamento del virus dell’influenza aviaria. Questo sistema prevede l’esecuzione di controlli sierologici annuali in un numero prefissato di aziende che detengono volatili. Il numero di aziende da sottoporre a controllo aumenta in relazione alla densità di aziende presenti in una determinata zona.

Inoltre, il piano suddetto prevede controlli più frequenti in alcuni allevamenti sentinella situati nelle zone umide dell’Italia. In queste zone vengono sottoposti a controlli anche i volatili migratori.

Stop all’introduzione di volatili

In caso di insorgenza di nuovi focolai di influenza aviaria, l’Unione Europea provvede a bloccare immediatamente l’importazione di volatili vivi e dei relativi prodotti da tutte le zone a rischio (ulteriori informazioni: EUR-Lex, l'accesso al diritto dell'Unione europea).

Domande sull'influenza aviaria?

  • Azienda Sanitaria dell'Alto Adige, Servizio Veterinario, tel. +39 0471 43 57 30/31/32, e-mail: vet@sabes.it
  • Provincia autonoma di Bolzano, Servizio veterinario provinciale, tel. +39 0471 63 51 00, e-mail: vet@provincia.bz.it
  • Provincia autonoma di Bolzano, Ufficio Prevenzione, Promozione della salute e Sanità pubblica, tel. +39 0471 41 81 60, e-mail: prevenzione@provincia.bz.it
  • Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Struttura complessa territoriale di Bolzano, tel. +39 0471 63 30 62, e-mail: at6bz@izsvenezie.it

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Ultimo aggiornamento: 03/11/2025