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Tarlo asiatico del fusto e tarlo asiatico (Anoplophora glabripennis e Anoplophora chinensis)

Il tarlo asiatico del fusto e il tarlo asiatico sono due temuti insetti infestanti originari dell’Asia orientale. Mentre per il primo l’areale nativo comprende complessivamente l’intera Cina, per il secondo si aggiungono anche il Vietnam, il Giappone e molte isole del Sud-Est asiatico. Entrambe le specie compaiono anche in zone climatiche con inverni freddi tipici dell’Europa centrale. In conseguenza della globalizzazione dei commerci entrambe le specie sono state introdotte nel territorio europeo e rappresentano un pericolo, non solo per gli alberi ornamentali, ma anche per gli alberi da frutto e per gli ambienti boschivi.

Morfologia e biologia

Lo sviluppo di entrambe le specie ha un andamento molto simile, pertanto verrà presa ad esempio, per entrambe gli insetti, la biologia del tarlo asiatico (Anoplophora chinensis). Gli insetti adulti sono di color nero lucido con macchie irregolari, che vanno dal bianco al giallo, sulle elitre. Nella forma adulta i coleotteri raggiungono una lunghezza di 21-37 mm e i maschi sono più grandi delle femmine. In generale il tarlo asiatico è tendenzialmente più grande del tarlo asiatico del fusto. Da sottolineare sono le eccezionalmente lunghe antenne nere-bluastre, le quali raggiungono una lunghezza doppia rispetto al corpo nel maschio e pari nella femmina. Entrambe le specie di Anoplophora hanno circa 10-20 macchie sul corpo, ma nel tarlo asiatico del fusto possono essere un numero molto maggiore (anche 60), così come il colore può variare di molto.

I coleotteri sfarfallano da aprile ad agosto e già dopo 10 giorni le femmine fecondate possono depositare fino a 200 uova. Queste sono bianco-crema, lunghe circa 5-6 mm, simili a un chicco di riso, e vengono deposte sotto la corteccia alla base del fusto o sulle radici superficiali in caratteristiche fessure di deposizione a forma di T.

Le larve sono apode, color crema, lunghe fino a 60 mm e compaiono dopo 1-3 settimane dalla deposizione delle uova. In seguito, iniziano a nutrirsi scavando gallerie fino alla base del tronco e nelle radici. Dopo il periodo dello sviluppo, che dura da 1 a 2 anni (a seconda delle condizioni climatiche), si impupano nelle radici o alla base delle stesse. Con lo sfarfallamento finale degli adulti comincia un nuovo ciclo vitale. Questi sono attivi di giorno e vivono solitamente 1-2 mesi.

Piante ospiti

Entrambe le specie non sono particolarmente delicate nella scelta delle piante ospiti, preferendo piante con un legno più tenero, come l’acero, il salice, l’ippocastano, il pioppo, la betulla e il platano. In base a delle osservazioni lo spettro di piante preferite da A. chinensis è maggiore rispetto a quello di A. glabripennis.

Sintomi

La differenza sostanziale tra le due specie di Anoplophora è che A. glabripennis colonizza prettamente la chioma delle piante ospiti, mentre A. chinensis si concentra preferibilmente alla base del fusto e nelle radici. Al contrario degli altri cerambicidi autoctoni, le due specie di Anoplophora attaccano piante sane e vitali. Le gallerie larvali si insinuano in profondità nel legno causando l’interruzione dei canali linfatici e minando la stabilità del legno, portando di conseguenza la pianta alla morte. I buchi da cui sfarfallano gli adulti fungono da punto di accesso per funghi che causano marciumi.

Prevenzione e misure di lotta

La misura più importante è impedirne l’introduzione, tramite prescrizioni sull’importazione di merci dalle zone infestate e controlli sui carichi in arrivo. In caso di ritrovamento, a causa degli incalcolabili rischi che comporta, è necessario tagliare e rimuovere tutte le latifoglie ospiti presenti nei dintorni e la cippatura del legname.

Disposizioni normative

A. chinensis e A. glabripennis sono considerati Organismi nocivi da quarantena secondo il Reg. (UE) 2019/2072 ed inoltre sono stati inclusi tra i 20 organismi nocivi prioritari ai sensi del Reg. (UE) 2019/1702, per i quali gli Stati Membri devono eseguire indagini particolarmente approfondite per evitarne l’introduzione e/o una tempestiva individuazione.

Ulteriori informazioni

Anoplophora chinensis

https://gd.eppo.int/taxon/ANOLCN

https://efsa.maps.arcgis.com/apps/MapJournal/index.html?appid=fcbac9c067ba4c9d888e8e59e68682bb

https://www.cabidigitallibrary.org/doi/10.1079/cabicompendium.5556

Anoplophora glabripennis

https://gd.eppo.int/taxon/ANOLGL

https://efsa.maps.arcgis.com/apps/MapJournal/index.html?appid=569e5c324f534d95874cd08cc82e930e

https://www.cabidigitallibrary.org/doi/10.1079/cabicompendium.5557

Scheda informativa

Tarlo asiatico del fusto (Anoplophora glabripennis) e tarlo asiatico (Anoplophora chinensis)

Sintomi e Morfologia (Foto: Servizio Fitosanitario della Lombardia)

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