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Caccia

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In Alto Adige l'attività venatoria è possibile in poco più di 623.200 ettari di territorio (84 % della superficie provinciale), suddivisi in 145 riserve caccia di diritto e 51 riserve private, che coprono complessivamente 14.000 ettari (2 % della superficie provinciale).

Della superficie provinciale rimanente, 65.000 ettari sono oasi di protezione faunistica demaniale e 52.500 ettari (tra cui il Parco Nazionale dello Stelvio) bandite, in cui la caccia è proibita. In queste aree rientrano anche 226 biotopi protetti per un totale di 2.963 ettari. Nei biotopi la caccia è assolutamente proibita, se di superficie inferiore ai 10 ettari; nei 56 biotopi con superficie maggiore di 10 ettari è invece consentito il controllo degli ungulati e, per motivi sanitari, quello della volpe. 

Nelle riserve di diritto la sorveglianza viene garantita dall'attività di 70 agenti venatori di professione, dipendenti delle singole riserve di caccia e dell'Associazione Cacciatori Alto Adige. Nelle riserve private invece il servizio di vigilanza è garantito da agenti venatori volontari. Nel Parco Nazionale dello Stelvio, invece, la sorveglianza è garantita dagli appartenenti al Corpo forestale provinciale. Nell'anno 2025 nelle riserve di diritto 6.174 cacciatori erano detentori e detentrici di permessi annuali e d'ospite; di cui 442 donne.

Danni da fauna selvatica

Gli articoli 37 e 38 della legge provinciale sulla caccia (nr.14 del 17/07/1987) prevedono risarcimenti per i danni da selvaggina, nonché l'erogazione di contribuiti per la prevenzione degli stessi. Riguardo alle misure di prevenzione contro i danni da animali selvatici (recinti, barriere e reti di protezione) sono state finanziate in tutto 158 domande (21 recinti, 31 opere di difesa per apiari, 11 opere di 102 protezione delle greggi sulle malghe contro i grandi predatori e 95 opere di prevenzione contro i grandi predatori nei pressi dell'azienda agricola) con una spesa complessiva di 404.433,62 euro.

Nel 2025 sono state corrisposte 169 domande di indennizzo di danni da selvaggina per un ammontare complessivo di 121.689,86 euro:

  • 123 domande con riferimento a danni provocati da grandi predatori. Sono stati indennizzati con complessivi 98.235,00 euro, 378 pecore, 18 capre, 4 bovini I danni agli apiari sono stati provocati dall'orso. Circa il 94 % dei danni hanno riguardano predazioni su pecore e capre da parte del lupo.
  • 39 domande con riferimento a danni provocati da piccoli predatori come volpi o faine. Sono stati indennizzati 1410 polli , con un costo complessivo 11.528,80 euro.
  • 3 domande con riferimento a danni alle culture. Sono stati indennizzati, con complessivi 8.824,46 euro per danni da morso causati da ghiri.

Nel 2025 sono stati erogati contributi all'Associazione Cacciatori Alto Adige ed alle Riserve per interventi di gestione faunistica, compresa la costruzione di celle frigo, per complessivi 1.073.534,00 euro, a centri di recupero per l'avifauna autoctona per la realizzazione e gestione per 635.923,00 euro, all'Unione Pesca Alto Adige e ad alcuni acquicoltori per la conservazione ed il miglioramento dei popolamenti ittici per 36.316,28 euro.

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Ultimo aggiornamento: Oggi